La nostra società conserva un pregiudizio emotivo derivante dall’idea che la ragione deve prevalere, la sensazione che quando si esprime un emozione, sopratutto se spiacevole, questo sia segno di debolezza. Che sia preferibile un funzionamento iper razionale privo di sbavature non tiene conto del primato emotivo che se non ben compreso porta l’individuo all’ipercontrollo col rischio di una implosione. La persona ha il suo miglior sviluppo nell’integrazione armonica di ragione ed emozione, la flessibilità psicologica che ci permette di accettare i nostri errori e trovare significato nel nostro vissuto emotivo. Come nel passato si è esaurito il dibattito tra innatisti ed empiristi, così un giorno smetteremo di vedere una dicotomia tra emozioni e pensiero e cominceremo a vedere l’unità e unicità del sentimento. Lasciare all’intelligenza artificiale la possibilità di ragionare razionalmente potrebbe riportarci ad un funzionamento solamente emotivo e per questo primitivo.
Riuscire
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