Sono stato al festival della filosofia sul tema parola ed ho potuto assistere alla lezione magistrale di Eric Sadin dal titolo “Parola ai robot”. Sentendolo parlare di quanto i robot ci stiano sostituendo in varie aree lavorative, mi è venuto in mente che anche il mio mestiere sembrerebbe a rischio. L’idea che si possa mettere una intelligenza artificiale a fare psicoterapia è già presente e sembra che sia in grado di dare consigli e risposte più adeguate di un professionista preparato. Cosa non è possibile allora alla I.A. se anche un mestiere come il mio apparentemente complesso non gli è precluso. Sembra, come dice Sadin, che si stia andando nella direzione di una comunicazione fredda, priva delle tonalità emotivo affettive, dei silenzi, degli errori, che è possibile trovare nella relazione umana. Sadin in modo efficace la denomina “lingua morta”, una lingua super ottimizzata capace di dare istruzioni precise e veloci, le parole dei robot sono standardizzate e private della creatività umana. Il pericolo più grande è quello di impoverire la lingua, di rendere le parole schiave di principi utilitaristici rinunciando così all’estetica del linguaggio, alla “bellezza salverà il mondo” come sosteneva Dostoevskij. Altro rischio sembra già essere quello di rendere i più giovani incapaci di andare alla ricerca di nuovi significati perché tutto così comodamente facile da reperire dialogando con un Chat bot, ovvero un software progettato per simulare una conversazione con un essere umano. A questo punto le emozioni sembrano essere scomodi lasciti del nostro passato filogenetico da abbandonare in favore di una comunicazione iper razionale e perfezionista. E a noi psicoterapeuti non rimangono che i silenzi, i dubbi, i “so di non sapere”, professionisti oramai dedicati a persone che cercano un pensiero libero, non preconfezionato. Una psicoterapia per chi vuole amare se stesso in modo autentico e creare la propria parola attraverso la relazione, perché convinti che sia più importante il calore della relazione umana e non quello di uno smartphone surriscaldato dall’eccessivo utilizzo.
Parola
By:
Posted in:
