In natura la maggior aggressività è intraspecifica, ovvero all’interno della propria specie. Pensiamo di essere più aggressivi verso ciò che è diverso da noi ed effettivamente abbiamo paura del diverso ma nutriamo nel profondo una forte competizione con chi ci è più simile. Mi piace dire che non solo l’aggressività è intraspecifica ma è anche intrafamiliare: con i nostri fratelli, amici, vicini, col campanilismo tra paese e paese. E in natura chi è più potenzialmente pericoloso meno sarà portato ad esprimere direttamente la propria aggressività perché sarebbe mortale, così per intenderci la battaglia tra piccioni è molto più cruenta mentre quella tra leoni molto più ritualizzata. Nel suo battagliare l’uomo ha trovato nel linguaggio uno strumento importante per esprimere la propria aggressività, gli scontri verbali possono essere all’ordine del giorno mentre quelli fisici occasionali e a volte completamente assenti. L’etologo Lorenz sosteneva come la forma umana più evoluta per esprimere la rabbia è la nostra ironia, noi sorridiamo e siamo così capaci di mostrare i denti senza tuttavia mordere: il sorriso è il gesto aggressivo più intelligente. Se poi pensiamo in ottica psicosociale teniamo presente che è sufficiente la sola categorizzazione in due gruppi per generare tensioni e conflitti. Famoso fu l’esperimento in una scuola materna dove una classe fu divisa in un gruppo chiamato Klee e un’altro chiamato Kandinsky. I nomi di questi due artisti sconosciuti ai bambini e l’assenza di compiti dati ai due gruppi fu sufficiente per creare una competizione e una discriminazione intergruppo. Pur essendo un animale sociale gruppale capace di vivere pacificamente in grandi agglomerati urbani, l’uomo deve riconoscere il primato delle emozioni sulla ragione e per questo essere consapevole della sua natura aggressiva. Ogni individuo ha bisogno di trovare le proprie modalità di espressione sana di quel rigurgito rabbioso per non ritrovarsi in una condizione autolesiva o eterolesiva. La società ha bisogno di abbattere le vecchie etichette orientate alla repressione senza rinunciare a guidare gentilmente il singolo. Nella lotta tra specie e individuo, l’essere umano ha bisogno di rendersi conto che se continua a non rispettare la natura non avrà più un luogo accogliente in cui vivere sereno.
Aggressività
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